Perché scrivere di cultura (e investirci tempo e soldi)

 

Nel giugno 2018, sotto la protezione del Teatro S’Arza di Sassari, è nato il percorso de “Il Culturale”, blog/rivista che si pone il delicato fine d’esser stampella del lettore nel suo viaggio attraverso il frammentario Universo dell’Arte e della Cultura. In un periodo storico in cui l’Arte non è più fenomeno di massa, sempre più relegata ad affare di un’elite qualificata o presunta tale, in cui i giornali e le riviste specializzate son sempre più rare e parlano linguaggi esclusivi, noi vogliamo assegnarci un compito proibitivo.

Questo blog/rivista non vuole arrogarsi l’onore di insegnare, di spiegare l’Arte. Questo esercizio intellettuale lo lasciamo volentieri ad altri e noi cercheremo con tutte le forze di non cadere in questa trappola autocelebrativa. Ciò che vogliamo è abbattere il muro che circonda il teatro, la pittura, la letteratura, la musica e tutte le altre arti: costruire un ponte che permetta a chi si sente escluso da questo mondo di godere totalmente della Bellezza creata dall’Uomo. Ed è per questo che l’esperimento de Il Culturale non ha un target di lettori definito: puntiamo all’ambizioso obiettivo di rivolgerci a chiunque abbia curiosità, interesse, voglia di conoscere, approfondire. Non sarà una discriminante nemmeno l’età anagrafica. Saranno presenti sezioni per l’educazione all’Arte dedicate ai bambini e agli adolescenti, approfondimenti culturali per giovani, interviste ad artisti con cui approfondiremo pedagogia e filosofia artistica, spazi per artisti emergenti. Vogliamo essere spunto creativo, stimolo sociale.

“Racconti di paesi lontani” – Teatro S’Arza, regia di Romano Foddai.
Tirana, ottobre 2017 (Foto Istituto Italiano di Cultura a Tirana)

Queste son le motivazioni che hanno portato sei ragazzi, provenienti dalle più disparate esperienze artistiche e culturali, ad impegnare le proprie risorse (economiche e non) per scommettere su un esperimento di questo genere. E ci sembra necessario, quasi obbligatorio, procedere attraverso la forma di un blog/rivista. In tempi in cui le informazioni viaggiano sui 280 caratteri di Twitter e su lapidari comunicati in cui forma, estetica, profondità vengono sacrificati all’immediatezza della ricezione del messaggio e al nozionismo spicciolo, l’unica strada percorribile, se davvero si vuol rendere la Cultura un fenomeno di massa, è il mostrarlo attraverso l’utilità e la bellezza della scrittura e della lettura. Se davvero si deve testimoniare la necessità del Superfluo Indispensabile, l’unico mezzo è il non lesinare energie fisiche e intellettuali: in questo modo vogliamo avvicinarci a Voi, cari lettori, non solo per intrattenervi, ma per darci forza a vicenda.

Perché scrivere di Cultura? Perché di Cultura non si perde più tempo a scrivere e ancor meno si scrive in modo chiaro e comprensibile da tutti. Possiamo ben vederlo nei quotidiani, dove la pagina della cultura (volutamente in minuscolo) assume sempre più il ruolo di promozione di prodotti culturali che di vero stimolo al fruire consapevole del frutto del lavoro dell’Artista. Nei quotidiani, la Cultura vera e propria (quella con la C maiuscola, quella che agisce nella, sulla e per la società), viene relegata in spazi angusti, coperta dai mai troppo pochi “articoli” su questo o quel reality show, sulla vita privata di presunti cantanti, attori e affini, sempre sulla cresta dell’onda mediatica più per le loro vicende extra artistiche che per le loro doti.

Maria Paola Dessì in “Racconti di paesi lontani” – Teatro S’Arza, regia di Romano Foddai
Sassari, Spazio S’Arza, Gennaio 2017 (Foto di Francesco Petretto)

Perché scrivere di Cultura? Perché sempre più spesso gli Artisti sono i grandi assenti dell’Arte, venendo sostituiti da fenomeni da baraccone ad uso e consumo dei media, che terminano la loro brevissima carriera in un dimenticatoio mai troppo pieno per non ingoiare ciò che ora viene definito il non plus ultra fra gli attori/comici/scrittori/cantanti/ballerini. Perché gli artisti paiono estinguersi, e non ce ne si accorge nemmeno: alla ribalta delle scene vengono portati comprimari mediocri e sciatti che producono esclusivamente prodotti culturali inadeguati, superficiali e totalmente diseducativi, mentre l’Artista fatica e si arrabatta per costruire la propria Arte nel più assoluto silenzio. L’Arte ha necessità di impegno, dedizione, disciplina e cura maniacale. E noi sembriamo non accorgercene, abituandoci ad attori/comici/scrittori/cantanti/ballerini che non studiano, che mostrano tutte le loro lacune nei loro campi, e stiamo imparando ad accettarli e a non notare più alcuna differenza con i veri Artisti.


Stefano Petretto in “Racconti di paesi lontani” – Teatro S’Arza, regia di Romano Foddai
Tirana, Ottobre 2017 (Foto dell’Istituto Italiano di Cultura di Tirana)

Scriveremo di Cultura perché sempre molti più giovani la rifiutano e la rigettano, preferendo svaghi più comodi e meno faticosi, negandosi volutamente ciò che, soprattutto a quell’età, fa la differenza. Scriveremo di Cultura affinché i più giovani, gli studenti, possano vederla attraverso gli occhi e la penna degli Artisti e non attraverso l’istituzione Scuola, la cui grande colpa è quella di ridurre l’Arte ad un ammasso di vecchiume intollerabile alle orecchie dei suoi allievi. E scriveremo anche per gli insegnanti, affinché possano  non solo “trasmettere Cultura”, ma invogliare alla Cultura, con mezzi più vicini ai loro ragazzi. Scriveremo per i genitori, affinché possano percepire concretamente l’importanza di regalare Cultura ai propri figli, favorendone una crescita completa attraverso la scrittura, il teatro, la danza, la musica. Scriveremo di Cultura perché, di solito, chi padroneggia la Cultura tende a non sputare per terra. E non getta lavatrici ai bordi delle strade di campagna, non spegne sigarette sui marciapiede. Chi conosce il valore della cultura tende ad essere tollerante, poco influenzabile dai venti di populismo che soffiano oggigiorno. Chi conosce il valore della Cultura tende ad essere poco manipolabile. Ecco perché scriveremo di Cultura: perché la Cultura è il vero motore del Mondo. Noi, cari lettori, vi offriremo il nostro punto di vista leale e sincero sugli argomenti che vorremo trattare. Non solo saremo aperti al confronto con voi, ma lo brameremo, lo esigeremo. E vi ringrazieremo. Vi chiediamo soltanto di accettare i nostri stimoli e di restituirci i vostri: in questo modo potremo crescere insieme.

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