L’evoluzione del concetto di famiglia

 

Avete mai ragionato sul significato del termine “Famiglia” e su cosa rappresenti realmente nella società attuale tale terminologia?

Se si fa riferimento alla costituzione del nostro paese e più precisamente all’art. 29, la famiglia è definita come società naturale fondata sul matrimonio nella quale i coniugi possiedono eguaglianza morale e giuridica. Quindi gli eventi che facevano sì che una famiglia si creasse ed esistesse erano sostanzialmente due: il matrimonio e la nascita. Il loro legame era strettissimo e consisteva nel fatto che la nascita era lecita, moralmente, soltanto se avveniva all’interno del matrimonio, se invece avveniva al di fuori, era qualificata come “illegittima” perché contraria al diritto.

Tutto è ancora così? È possibile parlare ancora soltanto di famiglia o sarebbe meglio parlare di famiglie?

Si può infatti affermare che, nella nostra società, il legame tra matrimonio e nascita si è fortemente allentato; la nascita di un bambino fuori dal matrimonio non è più considerata immorale e non è più possibile fornire una definizione di famiglia unica, ma è necessario allargare i nostri orizzonti e parlare di famiglie. Anche il cosiddetto “diritto di famiglia” si è evoluto iniziando a regolare i rapporti interpersonali derivanti dal solo fatto di vivere sotto lo stesso tetto.

Oggi, il fattore principale che tiene unita una famiglia è l’amore reciproco che lega i sui membri e non più il vincolo matrimoniale.

L’amore tra i membri, che siano essi di generi differenti o dello stesso genere, può assumere forme differenti e mutare nel tempo: può iniziare come un amore passionale e mutare in un amore coniugale o amore per i propri figli, ma le relazioni che si creano hanno sempre un carattere fortemente comunitario e solidaristico che non può prescindere dal permanere del consenso alla vita comune, espressione del principio di libertà di entrambi i membri della coppia. A differenza di molti modelli familiari del passato, la famiglia contemporanea non può essere configurata come una sorta di persona giuridica a struttura istituzionale con una definizione unica, in quanto può assumere svariate forme e dimensioni.

A seconda della dimensione l’Assistente Sociale Anna Maria Campanini distingue:

famiglia unipersonale: è una famiglia “impropria” in quanto è formata da un unico individuo che occupa una unità abitativa. Questa tipologia si trova soprattutto nelle grandi città e nelle fasce più giovani in quanto rappresenta, nella maggior parte dei casi, una persona di giovane età che si allontana dal proprio nucleo di origine.

Famiglia di coppia: in questa struttura possiamo collocare principalmente due tipologie; le giovani coppie senza figli e le coppie di anziani.

Famiglia nucleare: dentro questo grande vaso possiamo trovare numerose tipologie oltre alla raffigurazione classica della coppia con figli come ad esempio le famiglie nucleari lunghe costituite cioè da una famiglia nucleare, dove i figli sono adulti indipendenti che a loro volta hanno una propria famiglia nucleare, ma coabitano con il proprio nucleo d’origine o vi sono tornati dopo una separazione o divorzio con i loro i figli.

Esiste anche la famiglia basata sulla convivenza, soprattutto quando questa sia la conseguenza di una scelta consapevole o esprima un’opzione culturale dove venga dato maggior risalto all’aspetto affettivo- relazione rispetto a quello a legale.

Abbiamo poi le famiglie monogenitoriali cioè formato da un solo genitore e dai suoi figli, che può derivare dalla morte di uno dei due coniugi o di un compagno/a o da una separazione o divorzio.

Complementare a questa situazione è la famiglia nucleare ricostruita, nella quale possono confluire i figli nati da precedenti relazioni di uno o di entrambi i partner, sia gli eventuali figli nati dalla nuova relazione. La configurazione relazionale di quest’ultimo caso è molto complessa.

Oltre a queste, è possibile che nascano, grazie alle numerose migrazioni presenti nel nostro territorio, altre forme di convivenza e di famiglie; ad esempio è possibile individuare persone della stessa etnia che vivano sotto lo stesso tetto pur non avendo né legami parenterali né una relazione amorosa o famiglie nucleari formate da membri di diversa etnia (coppia mista) o famiglie formate da zii che crescono nipoti per ricongiungimenti avvenuti a seguito di un processo migratorio.

Si può dunque affermare che sono cambiati non solo i modi nei quali una famiglia si può formare, ma anche quelli che permettono l’individuazione di una famiglia. È da notare dunque che dal passaggio dalla famiglia tradizionale a quella contemporanea ci sia stato un cambio di rotta: si è passati da avere come punto di riferimento il vincolo matrimoniale a basarsi, poi, sulle relazioni familiari che assumono caratteri come espressività e affettività sia come elemento essenziale nel rapporto tra genitori e figli sia all’interno della vita di coppia.

Il rapporto di coppia diventa quindi più importante di quello con la parentela o la comunità e la ricerca del proprio piacere personale e la soddisfazione dei due partner diventa il motivo centrale dell’unione.

Denise Dachena

Fonti:

  • Lenti, Diritto di famiglia e servizi sociali, G. Giappichelli Editore, Torino, 2018
  • Campanini, Famiglia o famiglie del terzo millennio, Università degli Studi di Parma

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